giovedì 29 novembre 2012

A REGGIO EMILIA L’ENEL BRINDISI CERCA LA PROVA D’APPELLO


La prima delle due trasferte consecutive, quella di Avellino, è risultata un test piuttosto negativo per l’Enel Brindisi di Piero Bucchi, anche se si erano comunque intravisti degli aspetti positivi sui quali il tecnico potrà lavorare in profondità. I principi essenziali che erano improvvisamente venuti a mancare alla squadra erano stati la concentrazione continua da tenere per tutta la gara, insieme ad un comportamento di assieme apparso nel finale assolutamente inesistente.
All’improvviso, infatti, Brindisi non ha più giocato di squadra in difesa perdendo sistematicamente l’uno vs. uno con gli avversari e cedendo di schianto nell’area colorata, dove al rimbalzo aveva lasciato campo libero alla supremazia tecnica e atletica di Johnson e di Ebi. Simmons era sparito dal campo, Robinson  appariva l’ombra del bel giocatore visto fino alla gara con Montegranaro, Grant aveva disputato una prova incolore, mentre Zerini non si era proprio visto. Del resto, queste impressioni erano poi state confermate dai dati statistici, che avevano riportato sullo score ben 12 rimbalzi in più per Avellino. E’ stata la prima volta che, in questa prima parte della stagione, il settore dei lunghi ha lasciato completamente a desiderare, più ancora dei piccoli e degli esterni, fornendo un’immagine certamente distorta dei valori effettivi della squadra brindisina.
A questo primo dato tecnico si è poi aggiunto in maniera ancor più evidente il numero strabiliante dei palloni regalati (ben 23 le palle perse) agli avversari nelle altre parti del campo. Basti pensare che con Montegranaro erano stati soltanto sette gli scippi subiti da Brindisi.
Il terzo dato negativo, scaturito come diretta conseguenza degli altri due, era stato poi determinato dai punti subiti nell’ultima frazione di gioco. 32 punti presi in 10’ sono davvero tanti per una difesa come quella brindisina, che aveva manifestato nelle ultime tre partite vittoriose sensibili miglioramenti nel gioco d’assieme, con una media-partita inferiore ai 70 punti subiti.
Ecco, proprio su queste tematiche particolarmente negative ha dovuto lavorare Piero Bucchi nel corso di questa settimana di preparazione, in vista dell’impegno di Reggio Emilia, il secondo esterno consecutivo. La squadra di Max Menetti è un bel complesso armonioso e tetragono, perché fa della difesa la propria migliore espressione, con un passivo di 69 punti di media-partita.
Ci vorrà, però, la migliore espressione di squadra, al pari di quanto Brindisi seppe esprimere a Sassari o contro Montegranaro, per tener testa a questa Trenkwalder. Avellino è ormai alle spalle, con tutte le cose brutte e sconvenienti che si è portato con sé. Ci sta pure che una squadra fallisca talvolta l’obiettivo e che più giocatori insieme vengano meno in un impegno di campionato, specie se si trovano contro una squadra come Avellino, che aveva una grandissima voglia di uscire da una crisi fattasi pericolosa. Adesso, però, Brindisi dovrà comportarsi da squadra vera, capace di reagire con coraggio e decisione alle avversità che Reggio Emilia sarà in grado di opporle.
La classifica parla ancora in favore di Brindisi, sistemata al centro della graduatoria insieme a Caserta, ma una nuova battuta d’arresto potrebbe risultare deleteria per il morale della squadra e per gli entusiasmi dell’ambiente.
Saranno Enrico Sabetta di Termoli, Luca Weidmann di Campobasso e Alessandro Martolini di Roma, i componenti della terna arbitrale che dirigerà il confronto di Reggio Emilia.

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