venerdì 2 novembre 2012

L'ENEL BRINDISI ALLA RICERCA DI UN POSSIBILE EXPLOIT CONTRO SASSARI


L’ultima volta che l’Enel Basket Brindisi ha giocato a Sassari risale al 28 novembre 2010, 7^ giornata del campionato di serie A. La squadra, allora diretta da Giovanni Perdichizzi, perse all’overtime per 94-89, dopo che Bobby Dixon ebbe sciupato malamente il tiro della vittoria da sotto sul punteggio di 80 pari. Ma, nella stagione precedente, Brindisi aveva vinto per ben due volte nello stesso anno sul parquet del Serradimigni, prima in campionato e poi in semifinale di Coppa Italia, ammutolendo senza pietà il fin troppo vivace pubblico sardo.
Domenica pomeriggio, il confronto tra Sassari e Brindisi si ripeterà ancora una volta, ma la storia di questa partita assai probabilmente sarà un bel po’ diversa, perché la Dinamo Sassari non è più la squadra outsider di due stagioni fa. Dopo aver disputato un ottimo campionato di massima serie nella scorsa stagione, contro Brindisi la squadra di Meo Sacchetti si presenterà sul parquet di casa con le credenziali di squadra capolista del campionato, formazione solida e costruita ancora meglio per puntare ai posti più eccellenti della classifica di serie A.
Infatti, dopo cinque giornate di campionato, essa si è confermata ancora imbattuta in testa alla classifica, appaiata da Varese, altra formazione di alto lignaggio. E, fra due giorni, Sassari giocherà per vincere ancora una volta, forte di un roster che si presenta eccezionalmente agguerrito nel suo starting five, ma abbastanza normale nei cinque giocatori che partono dalla panchina. Infatti, Sacchetti continua a spremere come limoni i vari Travis e Drake Diener, le due guardie-cugini di sangue, l’ala Bootsie Thornton, e i due lunghi Mikal Ignerski e Tony Easley, tenendoli in campo tutti e cinque con una media di 33-34 minuti. Per il resto, poi, i cinque “panchinari” Pinton, De Vecchi, Sacchetti, Vanuzzo e Di Liegro, sono normalissimi giocatori di Legadue, che però coach Sacchetti riesce a gestire alternandoli ai titolari in maniera davvero eccellente.
Contro questa squadra sorprendente, autentica rivelazione del campionato, Piero Bucchi si presenterà domenica pomeriggio insieme ai suoi giocatori, accompagnati da un piccolo gruppo di sostenitori. Le intenzioni del tecnico sono quelle di invitare i suoi a battersi senza risparmio cercando prima di tutto di tener botta all’avversario restandogli attaccati il più a lungo possibile. Poi, si vedrà se Brindisi sarà capace di opporsi fino in fondo. Il pronostico starà tutto dalla parte avversa, ma dal Brindisi attuale c’è veramente da aspettarsi di tutto, come aveva già fatto a Cantù contro un avversario che gli aveva dato campo libero per trequarti di partita, rischiando grosso fino al termine della gara, decisa soltanto negli ultimi secondi.
Brindisi è una squadra ancora in piena evoluzione, capace di toccare toni alti grazie al talento di alcuni suoi uomini, ma poi, subito dopo, pronta a cedere, indecisa e fragile com’è, a causa di uno stato ancora precario dell’integrazione di squadra.
Buona parte delle chances di Brindisi saranno legate all’estro e alla fantasia delle sue due guardie, Gibson e Reynolds, capacissimi di travolgere chiunque se sono ispirati e determinati come a Cantù, ma altrettanto in grado di condizionare negativamente i compagni come in occasione della gara interna di domenica scorsa contro Venezia.
Una squadra assai alterna nel suo rendimento, quindi, il Brindisi visto in queste prime cinque giornate di campionato, esattamente all’opposto di quanto ha dimostrato Sassari.
Sarà, quindi, una partita tutta da scoprire domenica sera, sperando nella buona stella e in una consistente dose di determinazione sul campo da parte della squadra nel suo complesso. D’altro canto, Brindisi ha bisogno proprio di un exploit importante per dare una svolta al proprio cammino in questo campionato. Sassari potrebbe, quindi, risultare un’occasione importante per tirar fuori una prestazione di assoluta eccellenza.
A dirigere questa partita il designatore invierà la terna composta da Carmelo Paternicò, Luca Weidmann ed Emanuele Aronne.

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