lunedì 5 novembre 2012

IL BRINDISI PIU' BELLO DELLA STAGIONE SBANCA SASSARI


Era proprio scritto nell’immaginario onirico degli appassionati brindisini di pallacanestro che, proprio a Sassari - terra di conquista degli anni precedenti - l’Enel Basket Brindisi di Piero Bucchi e del nuovo Presidente Fernando Marino sarebbe esplosa con una deflagrazione tale che nessuno di essi si sarebbe mai aspettato. Tutto lasciava presagire se non una nuova debacle, certamente una nuova sconfitta di Brindisi: la brutta scoppola interna con Venezia con i suoi probabili strascichi di natura psicologica, il primo posto assoluto in classifica e l’imbattibilità di Sassari, un testa-coda nient’affatto promettente.

Invece, Bucchi e i suoi giocatori covavano nel proprio animo una clamorosa rivincita e una grande voglia di imporsi definitivamente agli occhi dell’opinione pubblica. In settimana, Bucchi e i suoi collaboratori avevano lavorato duramente con la squadra preparando la partita in tutti i più piccoli dettagli, perché volevano stupire e cogliere di sorpresa coach Sacchetti e i suoi giocatori.
Già ad inizio di partita, Bucchi aveva presentato due varianti tattiche che si sarebbero poi rivelate determinanti nel corso della gara: la prima entrata in quintetto del pivot Simmons e il ritorno di Gibson al ruolo di shooting-guard con il consequenziale utilizzo di Reynolds in quello di play.
Due mosse che hanno sorpreso nettamente Sacchetti, perché Simmons è stato il primo destinatario dei 12 assist distribuiti dall’eccellente Reynolds, servito nell’area colorata di Sassari. Cedric è stato devastante con le sue cinque schiacciate, tutte messe a segno nei primi 10’ di gara, e ha seminato il panico nella difesa sarda. Questa situazione, del tutto imprevista dal tecnico di casa, ha creato le migliori premesse per impostare egregiamente il piano-partita di Piero Bucchi. Per coprire le pesanti iniziative dell’asse portante play-pivot di Brindisi, infatti, Sacchetti ha dovuto stringere la difesa con raddoppi sul pivot lasciando così spazi vitali e invitanti, nei quali si sono infilati spesso e volentieri gli esterni brindisini, specie Gibson e Viggiano, ai quali ben poco ha potuto opporre la difesa sarda, che è andata in bambola completa. Il povero Meo le ha tentate tutte per arginare l’emorragia difensiva, ma ormai Brindisi era partita e non la fermava più nessuno, anche perché tutti gli uomini che Bucchi ha mandato in campo hanno fornito un contributo essenziale, sia sul piano qualitativo che quantitativo.
Brindisi ha così potuto tenere sempre saldo in pugno il comando della partita, con vantaggi numerici che andavano dallo 0-10 iniziale al +13 del 1° quarto (2-15 e 6-19) e dal +12 del 2° (21-33) fino al 36-41 con cui si è concluso il primo tempo, sol perché quel matto di Travis Diener ha messo dentro una bombazza di quelle impossibili dal di qua della metà del campo.
Nella ripresa, poi, proprio quando si temeva il ritorno di fiamma di Sassari, son venuti fuori alla grande Robinson e Formenti (eccolo, nella foto), con quattro bombe al napalm nel 3° quarto, che hanno ammutolito il bollente Serradimigni, cui poi hanno fatto seguito le iniziative in penetrazione di un ritrovato Gibson e la possanza fisica di Simmons, che ha messo sotto senza rimedi Ignerski ed Easley, con Brindisi che chiudeva la 3^ frazione avanti di 13 punti (54-67).
Nell’ultima frazione, poi, Bucchi ha tirato fuori dal cilindro il “coniglio” di lusso Zerini, che ha sistemato definitivamente la difesa avversaria con iniziative di vario genere, invariabilmente da sotto o dal perimetro, che hanno scavato la fossa per le ultime velleità di Sassari. Addirittura, poi, Bucchi si è permesso il lusso di tenere in panchina per quasi tutto l’ultimo quarto i 4/5 del quintetto-base, con Robinson, Formenti e Zerini che dettavano legge a spada tratta, arrivando anche al massimo vantaggio di 21 punti sul punteggio di 65-86.
Insomma, proprio nel momento più difficile di questo campionato, abbiamo visto il Brindisi che forse nessuno si aspettava, con grandissimi meriti per il lavoro svolto da Bucchi e dai suoi uomini, ai quali non hanno fatto proprio difetto la continuità d’azione e la concentrazione costante che il tecnico andava chiedendo da vario tempo ai propri atleti. E ora verrà il bello, perché Brindisi sarà attesa nei prossimi due turni di campionato da altrettante gare casalinghe: la prima con la Scavolini Pesaro, cui farà seguito la Sutor Montegranaro, autrice di una grandissima prestazione a casa dello “spauracchio” Venezia, che una settimana prima aveva sbancato alla grande il Pentassuglia. Per vincerle entrambe, però, Bucchi avrà ancora bisogno del massimo apporto e della più grande determinazione dei propri giocatori.
Insomma, dopo il clamoroso boom di Sassari, questo campionato comincia a piacere per davvero ai tanti sostenitori del basket brindisino.

4 commenti:

  1. Grazie a Pallaaspicchi per gli articoli molto esaurienti e competenti che solo Pompeo Barbiero può produrre! Abbiamo davvero dato prova di grande carattere e concentrazione. Credo anche io che Sacchetti sia stato un po', preso in contropiede dalle scelte di Bucchi. Così come rispetto la disponibilità di Gibson a tornare a giocare nel ruolo di guarda. Ora vediamo le prossime due in casa!

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  2. Grazie, Luca, per la tua considerazione nei miei confronti. E' facile, però, per noi giornalisti esprimere concetti positivi quando l'oggetto del nostro lavoro si esprime nella maniera compita con la quale l'Enel Brindisi si è dichiarata a Sassari. Auguriamoci che accada molto più spesso di quanto fatto nelle partite precedenti! Un grazie doveroso a Gibson e a Bucchi per aver sistemato nel migliore dei modi quella "querelle" che stava nuocendo decisamente alla squadra.

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  3. Caro Pompeo, comew sai io ero pèresente a Sassari. Una partita strepitosa. Ma quello che mi rammarica è il confronto tra i nostri tifosi e quelli di Sassari, nell'occasione di una sconfitta; così come tra quello che scrivono i giornali di Brindisi e quelli di Sassari dopo una sconfitta. I tifosi sassaresi sono rimasti sino al fischio della sirena, continuando ad incitare la squadra sempre. A due minuti dalla fine, con la Dinamo a -20, applaudivano ancora ed incitavano i giocatori. A Brindisi a due minuti dalla fine contro Venezia, silenzio assoluto sugli spalti e gente che continuava as
    d abbandonava il palazzetto.
    I giornali di Sassari stamattina commentavano la sconfitta dicendo che avevano avuto di fronte un grande Brindisi, e qualche giocatore ra incappato in una giornata poco felice al tiro, come, è possibile che avvenga nello sport. Neanche un attacco a Sacchetti e/o a qualche giocatore. Da noi, dopo la sconfitta con Varese, abbiamo messo in croce diversi giocatori, il coach eccetera eccetera eccetera. A Brindisi troppi ex giocatori e allenatori che vogliono dimostrare che loro capiscono di basket ed il coach no! Ma dove cavolo hanno mai conosciuto loro la Lega A? Il nostro obiettivo è la salvezza, ma a Brindisi tutto è più difficile!

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  4. Alfredo, sappiamo bene quanto sia difficile operare nel mondo della pallacanestro a Brindisi. Siamo tutti allenatori, pensiamo tutti di essere capaci di esprimere giudizi, sol perchè la gran parte ha giocato a pallacanestro e pensa di capirne quanto basta per emettere giudizi sommari su chi è deputato a reggere le sorti della squadra. Ricordo con simpatia la felice battuta che fece Bucchi nel corso della sua presentazione ufficiale al palazzetto, esordendo con quel bel "cari colleghi". Comunque, nel bene e nel male, siamo sempre una città che vive e palpita per questo grande sport. Noi siamo fatti così, Alfredo, c'è poco da fare!

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