venerdì 23 novembre 2012

GODIAMOCI QUESTO SOGNO FINO IN FONDO, ALMENO FINCHE’ DURA!


E’ un momento particolarmente stuzzicante e delicato quello attualmente vissuto dalla squadra brindisina di pallacanestro. Anzi, vogliamo definirlo proprio “storico”, in conseguenza del fatto che mai prima d’ora la città di Brindisi, la sua squadra e i suoi tifosi si erano trovati in serie A a vivere una situazione se non proprio esaltante, certamente fuori dal comune. Nelle due occasioni precedenti – quella del lontano 1981-82 e l’altra del più recente campionato 2010-11 – Brindisi era stata sempre confinata in fondo alla classifica e non aveva mai goduto di luce propria se non per aver battuto la Cantù campione d’Italia e la Milano delle “scarpette rosse”.
Abituati nella successiva occasione a remare sempre contro corrente con la squinternata squadra di coach Perdichizzi  e del suo sostituto Bechi, dirigenti e tifosi brindisini si erano affacciati a questa nuova esperienza del massimo campionato con un certo scetticismo difficile da smontare, anche perché l’inizio della preparazione estiva e l’esordio in campionato non avevano proprio indotto l’ambiente ad una esaltazione collettiva. Nessuno avrebbe immaginato, di conseguenza, specie dopo la brutta sconfitta interna con Venezia, che Brindisi avrebbe avuto una metamorfosi così repentina, arrivando a piegare con relativa facilità, una dietro l’altra, Sassari a casa sua e poi Pesaro e Montegranaro, nella bolgia del Pentassuglia. Vedere l’Enel Brindisi sistemata al centro della classifica, in compagnia di squadre di alto livello come Milano e Bologna, ha destato sensazione, stupore e meraviglia in tutto l’ambiente. E’ normale che oggi, soprattutto dopo aver visto la propria squadra giocar bene, dare spettacolo e concludere vittoriosamente tre partite consecutive, i tifosi bianco-azzurri si siano risvegliati come da un incubo opprimente e comincino a credere fondatamente in questa squadra, tra l’altro ben allenata da un tecnico capace ed esperto come Piero Bucchi, e vogliano provare a credere che anche ad Avellino i propri beniamini possano essere capaci di farcela e di portare Brindisi ad una nuova vittoria.
Certo, Bucchi ha fatto bene a mettere tutti quanti in guardia ammonendo giocatori, dirigenti e tifosi che domenica ad Avellino sarà dura spuntarla, prima di tutto perché la Sidigas è composta da giocatori di buon valore, ma poi anche perché la società ha reagito, ha cambiato l’allenatore e ha spronato i propri giocatori ad aggredire sportivamente Brindisi cercando la vittoria ad ogni costo.
Tutto questo, però, non deve significare una mortificazione per il nuovo e meraviglioso entusiasmo che è venuto a crearsi attorno alla squadra, con la tifoseria che intende spostarsi in massa ad Avellino, perché vuole star vicina ai propri giocatori in questa difficile partita dimostrando di voler credere in una nuova vittoria e in una nuova sequenza della propria squadra. I sogni vanno cullati e coltivati, specie se hanno un fondamento solido in una realtà vera quale comincia oggi ad essere la nuova Enel Basket Brindisi, composta da un gruppo di giocatori bravi, ben amalgamati e ben guidati da un tecnico di vaglia e sostenuti meravigliosamente da una tifoseria che ha pochi uguali nel resto d’Italia. Certo, bisogna stare con i piedi ben saldi per terra, senza lasciarsi prendere dalla smania di voler arrivare fin lassù, dove l’uva è ancora acerba, ma è pure bello e stimolante crederci fino in fondo e crogiolarsi nel godimento di uno splendido sogno. Almeno finchè dura.

2 commenti:

  1. Piermassimo Proto23 novembre 2012 09:33

    Dici bene caro Pompeo, godiamoci questo splendido sogno senza necessariamente dover essere svegliati in ogni momento dal "pompiere" di turno che ci ricorda quanto sia dura la Lega A.
    I tifosi brindisini hanno tanti, tantissimi difetti, non più comunque rispetto ad altre piazze, hanno, però, grande memoria ricordando gli affanni e le difficoltà di due anni orsono e della serie A di trenta e più anni fa.
    Ora vogliamo poter sognare qualcosa, vivendo alla giornata e alzando sempre di più l'asticella dei nostri sogni. Il nostro sogno oggi si chiama Final Eight di Coppa Italia, se non dovessimo riuscirci non sarà un dramma, ma vogliamo almeno provarci con tutte le nostre forze.

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  2. Piermassimo, hai fatto bene ad evidenziare i contorni precisi del sogno di cui avevo parlato nel mio articolo senza di proposito precisarne il nome. La Final Height di Coppa Italia verrebbe come logica, ma non scontata conseguenza di quella Final Four di Legadue, vinta splendidamente da Brindisi nel marzo scorso in quel di Bari. Chissà che la qualificazione alla F.H. non possa per davvero essere alla portata degli obiettivi di Piero Bucchi e dei suoi giocatori!!!

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