mercoledì 7 novembre 2012

BRINDISI SI PREPARA ALLO SCONTRO CON PESARO, MENTRE CASERTA E' SULL'ORLO DEL FALLIMENTO


Passata ormai la sbornia delle grandi soddisfazioni acquisite nella splendida cavalcata di Sassari, l’Enel Basket Brindisi si è rituffata nella solita routine settimanale della preparazione alla prossima gara di campionato, la 7^, che Brindisi sosterrà contro la Scavolini Pesaro sul parquet di casa. Per la verità, l’impegno casalingo sarà doppio, perché, subito dopo Pesaro, Brindisi affronterà ancora in casa propria l’altra squadra marchigiana, quella Sutor Montegranaro che è stata capace di battere in casa sua la Reyer Venezia del tutto inaspettatamente.

Ma sappiamo bene come la pensa a tal proposito Piero Bucchi, al quale piace affrontare gli  avversari uno alla volta, senza mai dare per scontato un risultato prima di averlo ottenuto sul campo. Pesaro ha gli stessi punti di Brindisi e questo sta a significare che è una diretta concorrente con la quale Brindisi dovrà cercare di vincere, visto che potrà godere dell’appoggio determinante dei propri tifosi.
Il designatore degli arbitri ha già individuato nella terna composta da Gianluca Mattioli, Saverio Lanzarini ed Evangelista Caiazza i direttori di gara del confronto tra Brindisi e Pesaro.
Notizie drammatiche arrivano, intanto, da Caserta per quanto riguarda il futuro della squadra. La società campana è in piena crisi economica, ormai accertata: infatti, non ci sarebbero più spiragli di una possibile soluzione positiva. La crisi societaria, del resto, parte da lontano, perché da oltre due anni la Juve Caserta affronta enormi difficoltà per reperire soldi che le consentano di disputare regolarmente la stagione. Nelle ultime settimane ormai la società non ce l’ha fatta più ad andare avanti e la crisi è scoppiata definitivamente. Dopo l'addio di Rosario Caputo, il vecchio patron della squadra,  l'attuale presidente Francesco Gervasio ha potuto fare ben poco e alle parole sta facendo  seguire i fatti. Ora si paventa, addirittura, un vero esodo da Caserta già nei prossimi giorni: ai giocatori rimasti a disposizione (nella foto, Giuliano Maresca nel confronto con Jonathan Gibson) è  stato suggerito di cercarsi un'altra squadra al più presto. In sostanza, essi possono cambiare casacca da un momento all'altro. La scorsa settimana, Gervasio aveva pubblicamente dichiarato che c'erano tre strade possibili: chiudere, andare avanti coi giovani per salvare il titolo sportivo oppure avere un aiuto concreto da imprenditori, chiamando in causa anche la classe politica locale. Gervasio ed il vicepresidente Iavazzi sono rimasti da soli nel disperato tentativo di tenere in vita la società, ma all’orizzonte non s’intravvedono soluzioni immediate. Sta di fatto che, alla vigìlia della sfida di domenica prossima al Palamaggiò contro Bologna, non è dato sapere con quale roster Caserta scenderà in campo. Intanto, ha già lasciato libero il giocatore americano Eric Chatfield, che aveva accusato un serio infortunio nel corso della gara precedente con Varese.
A questa notizia così sconcertante si aggiunge, di contro, quella che arriva da Montegranaro, in base alla quale, secondo quanto riferisce oggi la Gazzetta dello Sport, la società marchigiana intende proporre il blocco delle retrocessioni dal prossimo campionato. Oggi si riunirà a Bologna la commissione eleggibilità formata da Siena, Milano, Cantù, Varese, Roma, Biella e Montegranaro. Marco Cannella, amministratore delegato di quest'ultima società, proverà a far passare una proposta di modifica della convenzione in atto con la Fip, ossia di bloccare le retrocessioni dal prossimo campionato. L'idea scaturisce proprio dai problemi economici di Caserta, che attraversa una crisi rovinosa e sta offrendo giocatori in giro, col serio rischio di non poter proseguire la stagione. Questo stato di cose avrebbe spinto Montegranaro a provare, sul modello che ha già attuato la pallavolo, la soluzione di dare uno «stop ai prezzi», con lo scopo di far giocare un bel po' di giocatori italiani.
Non è dato sapere, però, quanti sostenitori avrà questa proposta e, soprattutto, se il futuro presidente federale Petrucci sia disposto a rimettere in discussione quanto già stabilito con gli accordi precedenti. 

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