sabato 10 novembre 2012

BRINDISI E PESARO A CONFRONTO SOTTO GLI OCCHI DI BEPPE NATALI


Le prerogative più importanti  di cui necessiterà maggiormente l’Enel Basket Brindisi domani sera (palla a due alle ore 18,15) saranno le stesse che le hanno consentito di primeggiare sette giorni or sono al Pala Serradimigni di Sassari: concentrazione costante e continuità di gioco. Piero Bucchi lo andava predicando da mesi e finalmente è riuscito a ottenere i primi benefici tangibili del lavoro compiuto insieme ai suoi assistenti Michelutti e Sist.
Per battere Pesaro, che, come sostiene coach Bucchi,  è una squadra assai diversa da quella, piuttosto svogliata e rinunciataria, vista di recente a Reggio Emilia, servirà soprattutto mantenere alti i ritmi di gioco, la concentrazione e la cattiveria agonistica. "Pesaro ha vinto due gare come noi”, ha dichiarato Bucchi mercoledì scorso, “ha italiani di grande spessore, visto che Crosariol non è in Nazionale
soltanto perchè non vuole più starci lui. Secondo me, Andrea è il miglior pivot italiano, perchè è l'unico ad avere stazza e abilità. Poi hanno Cavaliero che non è la guardia titolare della Nazionale, ma è tra i sei o sette uomini che giocano in quel ruolo con coach Pianigiani. Flamini è un giocatore super esperto. Inoltre, adesso è arrivato il portoricano Clemente, che viene dalla Legadue, dove ha fatto benissimo. Se è vero che la Vuelle è una formazione che può prendere 10 punti in un minuto, però ne può fare nello stesso tempo anche 12, perché ha talento. Pesaro può vivere di fiammate in senso negativo, ma anche positivo, ha atletismo ed è una buona compagine, visto che anche a Reggio Emilia nel terzo quarto sono stati capaci di tornare fino a -4, se la sono giocata fino in fondo con Sassari, hanno vinto a Biella in casa con Venezia. Questi non mi sembrano risultati di una squadra particolarmente dimessa".
Infatti, Pesaro ha sufficiente talento a disposizione, perché, oltre ad avere italiani di livello, coach Ticchi ha trovato pure in Barbour, Mack ed Hamilton tre americani di buon valore, giovani ed ambiziosi. Ma Ticchi, che è stato assistente di Bucchi a Rimini, si è fortemente impaurito dopo aver visto con quanta facilità Brindisi è riuscita a vincere sul parquet di Sassari. Ed è corso ai ripari catechizzando a dovere i propri giocatori sul modo di battere la squadra bianco-azzurra. Sentite cosa ha dichiarato al Corriere Adriatico: "La squadra di Bucchi ha un grande potenziale e nell'ultima partita ha dimostrato tutto il suo talento. L'Enel ha cinque americani forti e la maggior parte delle soluzioni vengono create dalle guardie Reynolds e Gibson, ma anche da Robinson. Questi tre sono quelli che hanno più la palla in mano. Nell'ultima partita Reynolds ha giocato come play, lasciando
Gibson nel ruolo di guardia, in modo che potesse sfruttare meglio il suo potenziale. Contro Sassari si sono trovati molto bene con questa soluzione, visto che Reynolds costruiva e Gibson trovava le soluzioni per la squadra. Brindisi ha anche due lunghi molto atletici vicino a canestro e cinque italiani che sono di complemento, ma non solo, perché sono tutti uomini di qualità e ognuno si rende utile per la squadra".
Insomma, domani pomeriggio, Brindisi e Pesaro si troveranno di fronte per dar vita a un confronto bello e spettacolare, perché entrambe giocano in maniera speculare: amano il gioco rapido, veloce, con varie soluzioni improntate più sulle transizioni veloci che sul gioco manovrato contro le difese schierate. Tutto da vedere, poi, sarà il duello delle panchine, tra il maestro Bucchi e l’allievo Ticchi.

Tra le tante curiosità che la gara offrirà, ci sarà anche il modo di apprezzare la presenza di tanti ex, in primis Santi Puglisi, ex giemme di Pesaro, con la quale ha vinto anche uno scudetto, e poi Robert Fultz, da parte di Brindisi; Bryan Sylvere, con il quale Brindisi vinse il campionato di Legadue nel 2010, per parte brindisina. Ma, poi, si avrà pure la possibilità di rivedere a Brindisi, su invito della società, Beppe Natali (nelle due foto, rispettivamente con le maglie di Landsystem Brindisi e Scavolini Pesaro), il pivot barese cresciuto cestisticamente a Brindisi prima alla corte di Elio Pentassuglia e, successivamente, di Nico Messina e di Giovanni Rubino, ma poi ceduto dal presidente Scotto proprio a Pesaro, con la quale Natali vinse lo scudetto di campione d’Italia nel 1988, insieme con i vari Costa, Magnifico, Gracis e Asa Petrovic.
L’altra curiosità interessante deriva dal fatto che la gara verrà diretta dal pesarese Mattioli,  affiancato da Lanzarini e Caiazza. Mattioli dirigerà la squadra della sua città per la 2^ volta in questo campionato, dopo la trasferta di Biella vinta da Pesaro. La FIP sta sperimentando già da qualche tempo - pare anche con buoni risultati - questa variante di far arbitrare alcune partite da arbitri di una delle due squadre in gara.


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