mercoledì 14 novembre 2012

ALESSANDRO SANTORO E BEPPE NATALI, I MIGLIORI ESPONENTI DEL FLORIDO VIVAIO BRINDISINO DEGLI ANNI ‘80


Il brindisino di Mesagne Alessandro Santoro era già venuto a Brindisi come avversario nello scorso campionato in qualità di general manager di Barcellona Pozzo di Gotto. E il suo contributo alle fortune della squadra siciliana lo aveva dato più che onorevolmente, portandola in semifinale di play-off contro il fortissimo Brindisi, dal quale aveva poi perso seccamente per 3-0: un risultato che al frenetico e impaziente presidente Bonina non stava affatto bene, tant’è che lo lasciò libero di trovarsi un’altra società.
E così il bravo Alex, nella scorsa estate, fu subito preso al volo da Montegranaro, per condurre un campionato di transizione insieme al presidente Basso e al nuovo allenatore, il glorioso Charly Recalcati, che a Reggio Calabria aveva avuto Santoro come suo giocatore e capitano della celebre Viola nel massimo campionato.
Domenica prossima, quindi, rivedremo Santoro a Brindisi, con il suo Montegranaro, dopo aver rivisto una settimana prima il mitico Beppe Natali: due giocatori cresciuti nell’allora florido vivaio brindisino, curato amorevolmente da Elio Pentassuglia sul campo e dal presidente Mario Scotto dalla cabina di comando. Proprio Scotto dette il meglio di sé in quegli anni mostrando a tutti quale potesse essere il modo più efficace per restare in serie A pur senza poter contare su cospicui capitali, come si conviene ad una società di provincia: cioè, puntando sul vivaio giovanile e lanciandone di anno in anno i prodotti migliori in prima squadra. Ma vogliamo ricordare altri ragazzi che, come Santoro (eccolo, nella foto del 1983 con Marco Martin) e Natali – che sono arrivati ai vertici più alti della serie A, con Natali che vinse lo scudetto nel 1989 con la Scavolini Pesaro - crebbero nella Bartolini Brindisi dei primi anni ’80 e furono poi validi protagonisti, chi in serie A e chi nelle categorie immediatamente inferiori: Pinuccio Cavaliere, Rocco Casalvieri, Gennaro Palmieri, Marco Martin, Gianfranco Patera, Vito Lepore e Vito Grattagliano (questi ultimi due, poi, scomparsi assai prematuramente), Matteo Totaro, Massimiliano Di Santo, Andrea Loriga, Giancarlo Zizza, Giovanni Parisi, Fabio Morrone (che fu campione d’Italia con la Benetton Treviso nel 1992), Gigi Minghetti, Giancarlo Giarletti, Antonio Cristofaro e tanti altri ancora, che resero in quel periodo davvero florido il vivaio brindisino, assistiti da ottimi formatori e preparatori come Giovanni Rubino, Lillino Ciracì, Cosimo Marra e Rino Arigliano.
Dalla fine degli anni ’80 in poi, però, di vivai e di giovani virgulti da lanciare non se n’è quasi più parlato, tranne che per poche e piccole società, come l’Invicta di Pino Pennetta e di Giovanni Rubino, l’Assi di Vincenzo Guadalupi, l’Aurora di Gianfranco Patera. Nessun altro ha più voluto investire nei vivai preferendo fare soldi facili con il minibasket, anziché effettuare politiche serie, improntate alla crescita dei vivai.
Da qualche anno, di basket giovanile se ne sta occupando seriamente la New Basket Brindisi, specie dopo l’arrivo in società di Santi Puglisi, che ha nominato come responsabile assoluto Daniele Michelutti, il “secondo” di Piero Bucchi, assistito da tecnici giovani ed entusiasti come Giarletti, Curiale, Cristofaro, Laghezza e Monica Bastiani. Oltre al reperimento di giovani brindisini, la società si è guardata attorno e ha rastrellato un buon numero di ragazzini promettenti nelle province di Bari, Lecce e Taranto facendone una buona scrematura. Sta di fatto che l’Under 17 e l’Under 19 dell’Enel Brindisi stanno partecipando ai campionati nazionali di categoria e già si intravvede qualche giovanotto interessante, che, nel giro di un paio d’anni potrebbe pure entrare a far parte della rosa di prima squadra in serie A.






2 commenti:

  1. Pompeo, mancherebbe nel tuo organigramma il responsabile tecnico del settore giovanile, ovvero Giancarlo Giarletti...

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  2. Hai ragione, amico mio, mi è proprio sfuggito e riparo immediatamente. Grazie.

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