domenica 28 ottobre 2012

LE PAGELLE DI BRINDISI - VENEZIA



LA SQUADRA: voto 5. Il Brindisi che non ti aspetti, dopo quello a sensazione ammirato a Cantù. Venezia ha tolto subito ogni illusione a chi aveva già pensato di vedere Brindisi nei play-off prima del tempo. E’ stata una lezione salutare, questa, che deve servire a far compiere a tutti un buon bagno di umiltà e di consapevolezza che in questo campionato c’è da lottare in ogni partita con una determinazione e una grinta che Brindisi ha dimostrato di non avere in questa partita. Ora bisogna resettare tutto subito e bisogna mettersi al lavoro, cercando di evitare quanto più sarà possibile di commettere errori od omissioni.
Bucchi deve decidere il più presto possibile se Gibson ha un futuro da playmaker oppure se sarà meglio tornare all’antico, con Fultz e Reynolds che sembrano più adatti a governare questa squadra.

Jeff  VIGGIANO: voto 4. Il “sanato” americano continua purtroppo nella rincorsa al peggior giocatore della squadra. Anche contro Venezia, Jeff si è confermato elemento di una penuria pressoché assoluta quanto ad utilità e lavoro per la squadra. Un solo acuto nel 1° quarto, un “lampo” isolato nella 3^ frazione e poi Bucchi ha dovuto toglierlo dal campo in tutta fretta.

Antywane ROBINSON: voto 7,5. “Anty”  ha giocato una gran partita, specie nel 3° quarto, quando ha preso in mano la squadra e, da solo, le ha tolto le castagne dal fuoco, con una serie positiva di tiri e di iniziative che sono valsi otto punti consecutivi. 16 punti, 6 rimbalzi e 17 di valutazione è stato il frutto del suo grande impegno contro Venezia.

Scottie REYNOLDS: voto 5. Il brillante uomo-squadra e grande protagonista apprezzato a Cantù è scomparso di botto, ha subito rivestito i panni del “Carneade” manzoniano e si è eclissato, lasciandoci tutti allarmati e incerti su quali siano in realtà le caratteristiche di questo giocatore. Sta di fatto che Scottie, insieme e più dei suoi compagni, ha contribuito in buona parte a far apparire Brindisi come Davide al cospetto del gigante Golia nei confronti di Venezia. Urge  la necessità di ritrovare il più presto possibile la vera identità di Scottie Reynolds.

Matteo FORMENTI: n.e. Non si è capito perché Matteo sia stato il solo dei dieci a non essere utilizzato contro Venezia. La necessità che Bucchi ha di ripescare a tutti i costi Viggiano gli ha fatto dimenticare di avere in panchina il miglior francobollatore di un Diawara che ha spezzato le reni alla difesa brindisina. Poteva almeno provarci!

Robert FULTZ: voto 5. Robert ha potuto far poco per dare maggior ausilio alla manovra di squadra, visto che i suoi tiratori avevano le polveri bagnate. Ma le aveva umide anche lui, quando da regista ha deciso di tirare dal perimetro. Un disastro, la fase offensiva di questa squadra, che pure vantava fino ad oggi il 2° posto con la bella media di 83,25 punti a partita.

Klaudio ‘NDOJA: voto 5,5. Partita a due facce per il capitano: da 7 in difesa, da 4 in attacco. Klaudio è stato uno dei pochi che ha lottato in maniera leonina in campo facendosi sentire al rimbalzo e nel lavoro sporco. Purtroppo per la squadra, però, non ha saputo tramutare in canestri preziosi il gran lavoro svolto.

Cedric SIMMONS: voto 6. Cedric ha giocato soltanto 14’ e questo la dice assai lunga sul suo operato in questa partita: 8 punti, 2 rimbalzi e 3 stoppate, con un discreto 14 in valutazione. Niente male per così poco tempo di utilizzazione. Contro la “statua” Williams, Simmons avrebbe dovuto rappresentare il baluardo ideale, la pedina atta a spuntare la forza belluina di questo totem. La differenza al rimbalzo è stata di un’evidenza fin troppo marcata: 28 per Brindisi, 41 per Venezia. Invece, Bucchi lo ha tenuto in panchina per tanto tempo, forse troppo. Mah!

Andrea ZERINI: 7,5. Andrea è stato l’unica fascia di luce vivida nel buio totale di questa partita. Le cose più belle di Brindisi le abbiamo viste con lui in campo, perché questo ragazzo ci ha messo il cuore oltre alla buona qualità delle sue prestazioni. Con lui in campo al posto di Grant e Simmons, Brindisi è riuscita a piazzare un 16-2 di parziale (32-28 per Brindisi) nel 2° quarto, che è parso un vero miracolo nella nullità generale della squadra. Invece, di confermarlo anche nella ripresa, il tecnico ha pensato bene di toglierlo ridando subito fiato alle trombe veneziane.

Jonathan GIBSON: voto 5. Brutta partita, quella del folletto americano! Scombussolato dal dilemma della propria identità – Gibson-play o Gibson-guardia? – il ragazzo comincia ad incontrare grosse difficoltà nell’esprimere le proprie potenzialità, anche perché gli avversari ora gli montano una guardia spietata, come ha fatto Venezia e come aveva già fatto Cantù. Il campo dichiara apertamente che lui non è un regista, ma solo un ottima shooting-guard. Gibson e Bucchi, invece, continuano a proporre la trasformazione di un eccellente guardia in un playmaker che perde cinque palloni a partita. Non vorremmo che questo dilemma ancora irrisolto rappresentasse una palla al piede per il futuro della squadra.

Jerai GRANT: voto 5. Partita senza infamia e senza lode per Jerai. Al rimbalzo è stato messo in grosse difficoltà dai due pivot avversari, grossi come armadi, che hanno fatto sentire per intero il peso dei propri kg. Meglio di lui ha fatto Zerini, che, alla mancanza di peso, ha supplito con una grinta e una determinazione meritevoli di conferma.


4 commenti:

  1. Sig. BARBIERO, complimenti per la competenza e l'obbiettività che La contraddistinguono. Che ali e i centri di Venezia fossero di un'altro pianeta rispetto ai nostri,lo si è capito da subito.La partita di ieri si poteva vincere solo giocando in campo aperto con le nostre 2 fortissime guardie, oppure facendole uscire dagli scarichi quando si giocava a difesa schierata. L'unico che poteva arginare Diawara era Robinson, ma al nostro coach, specie quando giochiamo con 3 piccoli e contro colossi, non viene mai l'idea di schierare 2 pivot insieme. Ho perso il conto delle imbarcate prese dall'anno scorso ad oggi, ho ben vivo il ricordo dei 25 punti presi nei 5 minuti del supplementare con Varese, i 7 punti e palla in mano dilapidati nello stesso incontro (in 30 sec),e i 16 a Cantù. Reynolds ha dimostato di essere molto capace in regia, Gibson può essere utile alla causa solo con i punti che ha nelle mani. Quando si è tecnicamente inferiori agli avversari, giocando in contropiede e difendendo duro si può ridurre il gap di competitività. Ma con mio grande rammarico noto che la conduzione tecnica spesso sortisce scelte contro logica e dagli effetti deleteri. Se San Gibson, da Scafati in poi, non ci avesse soccorsi, oggi non saremmo in lega A. E vedere il nostro miglior giocatore oppresso e tarpato dal potersi esprimere secondo le sue potenzialità, è deleterio in primis per la squadra. Tagliare Grant e prendere un play, un 3 (Viggiano?!?!) e un 4-5 europei? oppure sperare in teams meno competitivi o più scriteriati di noi nelle scelte tecniche, che ci precedano infondo alla classifica a fine anno? vedremo! ma l'amore immenso dei Brindisini per quest'icona della città, merita gratificazioni e non sofferenze.
    Complimenti ancora, e distinti ossequi, Leo Simone

    RispondiElimina
  2. Grazie, Leo, per la stima che mi dimostri! Purtroppo per Brindisi, Venezia e il suo ottimo coach Mazzon hanno dimostrato superiorità assoluta in campo e in panchina impedendo a Brindisi di svolgere la manovra prediletta, cioè quella della transizione e del contropiede. L'unico contropiede che io ricordi Brindisi lo ha sviluppato al 37' di gioco, perchè Venezia glielo ha impedito sistematicamente con continui rientri difensivi. Bucchi non ha saputo opporre valide contromisure e, alla fine, ha dovuto cedere alla netta supremazia dell'avversario.
    Ti saluto, Pompeo Barbiero

    RispondiElimina
  3. Pompeo complimenti sentiti per il tuo lavoro che giornalmente ci rammenta quanto bello sia questo sport se vissuto e raccontato con leggerezza ma anche tanta passione e competenza, riguardo alla partita di ieri il gioco in velocità fatto di contropiede e transizioni si può effettuare solo difende do forte e delle volte anche in maniera sporca ma contro Venezia gli unici a difendere sono stati gli uomini vestiti di oro ed amaranto. Complimenti vivissimi a come il coach di Venezia ha preparato la partita assolutamente perfetta al dila' che i lagunari sono assolutamente superiori a brindisi sotto ogni punto di vista. Sono convinto però, caro Pompeo, che Brindisi non deve essere seconda a nessuno per quanto riguarda il cuore e la voglia di portare i nostri colori avvolte al disopra delle reali possibilità o perlomeno provarci. Grinta, volonta', sacrificio, devono essere sentimenti condivisi da tutti coloro che calcano il parquet del palapentassuglia, ieri questo secondo me è venuto a mancare in maniera clamorosa nell'ultimo tempino la dimostrazione lampante sono i falli commessi negli ultimi dieci minuti, non è accettabile vedere sul tabellone fallì commessi 1 quando dovevi recuperare la partita e dovevi difendere alla morte, sportiva naturalmente, spero che non ci siano limiti caratteriali e che Bucchi sappia motivarli nel modo giusto anche se la piazza credo lo faccia già in maniera più che soddisfacente. Un saluto Aris Aggiano.

    RispondiElimina
  4. Aris, ti ringrazio per la considerazione espressa nei miei confronti. Per il resto, non posso che condividere quanto hai dichiarato. La situazione che mi è dispiaciuta di più, però, è stata quella di una parte del pubblico che è andato via a due minuti dalla fine della partita. Questo non deve mai più accadere, perchè è una grave forma di insulto nei confronti della squadra.
    Ti saluto,
    Pompeo Barbiero

    RispondiElimina