giovedì 4 ottobre 2012

LA "MATRICOLA" BRINDISI HA PAGATO LO SCOTTO DELL'INESPERIENZA


La “matricola” Brindisi ha pagato duramente lo scotto della propria inesperienza all’università della pallacanestro italiana. Per la verità, il calendario non è stato affatto generoso con la squadra di Piero Bucchi, che ha dovuto affrontare nelle prime due giornate prima la Montepaschi Siena campione d’Italia e poi la Cimberio Varese, squadra che ha tra i suoi obiettivi primari la qualificazione ai play-off per lo scudetto.
Se, poi, a queste difficoltà oggettive si aggiungono i seri guai dovuti sopportare nel corso della preparazione tra infortuni e prestiti di propri giocatori alle varie nazionali, viene proprio spontaneo e doveroso fare un’amara riflessione. E’ stato meglio, allora, per l’Enel Brindisi affrontare e pagare subito il pedaggio dell’esordio in serie A contro due delle migliori squadre del campionato anziché contro squadre di media levatura, concorrenti dirette, che avrebbero potuto trarne enormi vantaggi a suo danno. In fin dei conti, aver perso queste prime due gare è servito a rompere il ghiaccio e a rivelare subito quale potrà essere il ruolo che Brindisi potrà recitare nell’immediato futuro. Pur nell’amarezza della sconfitta subita in entrambe le occasioni, si è potuto così intravvedere tra le pieghe dei risultati che la squadra brindisina ha una sua fisionomia tecnico-tattica che, con il trascorrere del tempo, potrà venir fuori più decisamente e metterla nelle condizioni di confrontarsi senza difficoltà con le altre squadre del suo livello.
Contro Varese, in particolare, sia pure aiutata decisamente dal sostegno del pubblico, si è visto chiaramente che la compagine di Bucchi è stata in grado di battersi da pari a pari con avversari di livello e certamente più preparati sul piano della condizione fisica e tecnica. Fino ad un minuto dalla fine dei 40’ regolamentari, Brindisi aveva sempre condotto le sorti della gara con autorità e decisione, mettendo in evidenza schemi di gioco, facilità di manovra e protagonisti che nulla avevano ad invidiare ai più celebrati esponenti della squadra varesina. Bucchi ha adottato varie soluzioni tattiche che hanno messo in serie difficoltà la difesa e l’attacco avversari, specialmente la scelta dei tre “piccoli” adottata nell’ultimo quarto, proprio quella che aveva scavato il solco decisivo portando Brindisi a condurre per sette punti (90-83) fino a 32” dalla fine. Pur se è vero che aveva pagato dazio con il marcamento sull’inafferrabile Ebi Ere (perché non mettergli addosso il mastino Formenti, però?), nel gioco delle parti Brindisi aveva tenuto in pugno la gara e l’aveva in pratica già vinta se non ci fossero state almeno tre situazioni che ne hanno impedito la più logica e giusta delle soluzioni finali. L’ingiusta uscita per 5 falli di Reynolds e il conseguente, grave errore di Viggiano sulla rimessa, insieme all’assurda decisione del 3° arbitro Provini di chiamar fallo all’innocente Gibson (nella foto di MVP, marcato dal varesino Green) su Banks, hanno avuto un peso determinante per la sconfitta di Brindisi.
Come ha riconosciuto, poi, Bucchi in sala stampa a fine gara, sono state tante, decisamente troppe le ingenuità e le lacune dimostrate dalla sua squadra, che hanno finito col favorire oltre misura Varese. Ma, come dicevamo poc’anzi, era questo il fio da pagare sull’altare dell’inesperienza da parte dell’Enel Brindisi. In queste due settimane di lavoro che porteranno la squadra ad affrontare Cremona in casa fra due domeniche, il 14 ottobre, Piero Bucchi ed i suoi giocatori avranno finalmente tutto il tempo di eliminare incertezze e problemi vari sul piano del gioco e della costituzione del gruppo. Si potrà dire, insomma, che contro Cremona avrà inizio il vero campionato di Lega A per l’Enel Basket Brindisi.

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