venerdì 19 ottobre 2012

CONTRO CREMONA CLAUDIO 'NDOJA SI E' RIPRESO LA FASCIA DI CAPITANO



Claudio ‘Ndoja era venuto a Brindisi nell’agosto del 2011 un po’ tra l’indifferenza generale, con quell’accoglienza un po’ tiepida che si concede a chi non ha un nome o un passato altisonante, che attira da subito le attenzioni di tutti. Il suo iter agonistico lo aveva portato dalla Lega A di Capo d’Orlando nel 2007 in Legadue da Scafati a Jesi, a Ferrara, finendo la sua odissea con l’approdo brindisino. Ogni anno una squadra nuova, senza mai attecchire felicemente da nessuna parte.
Bucchi lo rese subito capitano di una squadra forte sulla carta, ma ancora tutta da scoprire, ancora senza un’anima ben definita. Sul campo, però, questo ragazzo ancora giovane (oggi ha 27 anni) piacque immediatamente per l’ardore che metteva in ogni suo intervento e i brindisini, che in queste cose hanno l’occhio lungo, capirono al volo di che pasta era fatto Claudio e, di partita in partita, gli concessero la fiducia che a lui era sempre mancata negli anni precedenti, fino a riconoscerlo come “il loro capitano”, l’uomo al quale concedere il ruolo di primo attore di un roster che andava facendosi sempre più robusto e ambizioso.
Dopo una lunga e faticosa sosta nell’infermeria, che lo aveva quasi convinto a lasciare il basket, Claudio ritornò in campo il 5 maggio scorso più deciso e gagliardo di prima, ritrovandosi accanto  quel gran fenomeno che poi sarebbe diventato per Brindisi un tal Jonathan Gibson. Scafati rappresentò per ‘Ndoja e Gibson la pedana di lancio che li avrebbe poi proiettati, insieme con il resto della squadra di Piero Bucchi, a compiere il salto decisivo in Lega A attraverso i play-off.
Quest’anno, il capitano era partito male, dopo essere stato sballottato da una parte all’altra dell’Europa con la  nazionale del suo paese d’origine, l’Albania, con la quale egli non aveva mai voluto chiudere i rapporti, ma senza aver potuto effettuare la preparazione dovuta insieme con i compagni e con coach Bucchi, che lo aveva dissuaso dal tentare l’avventura estiva per non rischiare di compromettere l’arto infortunato con nuovi carichi di lavoro.
Le prime due partite con Siena e Varese lo avevano visto quasi spettatore inattivo, ma il suo orgoglio di campione e di capitano lo hanno spinto ad emergere dall’anonimato e a riprendersi la stima e la fiducia di tutti. Appena Bucchi lo aveva rimesso in campo contro Cremona, Claudio non ha mostrato indugi e ha massacrato la retina avversaria con le sue proverbiali bombe, che sono servite a respingere gli attacchi della squadra avversaria, ma soprattutto a far capire ai suoi nuovi compagni che non per caso egli era ancora il capitano di questa squadra e che aveva tutte le migliori intenzioni di riprendersela sotto la propria tutela.
Giovedì pomeriggio, nella conferenza stampa tenuta insieme al preparatore atletico Marco Sist, ‘Ndoja ha parlato nuovamente da guida della squadra sul campo, sostenendo a spada tratta la pretesa di Bucchi di volere dalla squadra un atteggiamento difensivo costante e impegnato lungo tutto l’arco dei quaranta minuti di gioco. “La squadra sta lavorando assai bene”, ha detto ‘Ndoja, “il gruppo è compatto e sta dimostrando di seguire bene le direttive del coach. L’obiettivo di tutti è quello di condurre la squadra alla salvezza. Lo dobbiamo ai nostri tifosi, che ci seguono ovunque con tanta passione e tanto entusiasmo”. Quanto alla prossima gara di Cantù, Claudio ha dichiarato che “dobbiamo approfittare del fatto che loro non hanno potuto preparare bene la gara come abbiamo fatto noi, ma ciò non toglie che incontreremo una delle squadre più forti del campionato”.
Sist ha confermato ai giornalisti che adesso “la condizione della squadra è buona, più omogenea di prima. C’è qualcuno che è un po’più avanti nella condizione rispetto agli altri, ma stiamo recuperando proprio bene. Robinson si è rimesso subito dall’infortunio, Simmons e Reynolds stanno lavorando forte dimostrando grande disponibilità e spirito di sacrificio. Insomma, dateci ancora un paio di settimane e saremo al meglio della condizione, pronti per affrontare con maggior forza il prosieguo del campionato”.
Tolga Sahin, Massimiliano Filippini ed Evangelista Caiazza comporranno la terna arbitrale che domenica dirigerà la gara tra Cantù e Brindisi, a partire dalle ore 18,15.

2 commenti:

  1. sono contento di leggere che Klaudio non è stato definito(come ahimè purtroppo fanno diversi giornalisti e "opinionisti")l'Albanese arrivato a Brindisi sul gommone. Oggi addirittura leggo su Senza Colonne che lo definiscono ex clandestino! Speriamo la smettano con questi pseudonimi. N'doja resta ed è un professionista del basket nonchè il nostro capitano, Punto!

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  2. Questo linguaggio poteva andar bene nel 1991, quando il piccolo Klaudio era sbarcato in Italia insieme alla famiglia. Oggi 'Ndoja è ormai italiano a tutti gli effetti, integrato stabilmente nel nostro Paese. Il fatto che non voglia tagliare i ponti con la sua gente gli fa onore, soprattutto quando decide di voler giocare con la nazionale albanese. Ne ha tutti i diritti, fermo restando che egli è e sarà forse per qualche anno ancora il capitano dell'Enel Basket Brindisi.

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