martedì 16 ottobre 2012

BUCCHI PRETENDE MAGGIORE IMPEGNO DIFENSIVO DALLA SUA SQUADRA


La franca vittoria con Cremona ha riportato finalmente il sereno in casa dell’Enel Basket Brindisi. A fine partita, i volti dei protagonisti, insieme a quelli di Massimo Ferrarese – al quale vanno gli auguri degli sportivi brindisini per la vittoria n. 200 della sua gestione - e degli altri dirigenti, erano tutti raggianti e pieni di felicità, a voler significare che il peggio è ormai passato e che d’oggi in avanti bisognerà guardare al futuro con fiducia e tranquillità.
Il risultato positivo espresso dal parquet di gioco ha ampiamente dimostrato che la squadra c’è, sta crescendo pian piano in condizione fisica, in amalgama di gruppo e nella mentalità di gioco che Piero Bucchi intende trasmettere ai singoli giocatori.
L’unico a non apparire sorridente e rilassato è stato proprio il coach bolognese, il quale è arrivato in sala stampa stranamente rabbuiato e con lo sguardo torvo. Dopo aver sentito le parole di elogio espresse da Attilio Caja nei confronti della squadra brindisina, Bucchi ha tirato fuori una particolarità che la gran parte dei presenti non aveva notato, ma che ha messo tanto pepe nelle parole rilasciate dal tecnico. “Se non ve ne siete accorti”, ha dichiarato, “stasera ha giocato di più chi lavorava in difesa con applicazione e impegno. Chi ha fatto flanella è rimasto seduto in panchina. Questo è un messaggio che ho lanciato ai miei giocatori. Chi vuol capirlo si deve adeguare, altrimenti rimane fuori dal gioco. Queste sono le regole e tutti ci si debbono adattare”. Parole dure, spietate, ma molto chiare, con le quali Bucchi ha censurato il comportamento di chi non s’impegna nella maniera dovuta e mette in crisi l’intero sistema difensivo studiato dal tecnico.
Si sa bene che l’allenatore emiliano è uno dei maggiori assertori dell’importanza del lavoro difensivo, perché è proprio sulla difesa che egli punta per aprire poi le porte alla transizione e al contropiede, armi che – secondo il suo “verbo” - consentono poi alla sua squadra di cogliere scoperta e indifesa l’applicazione difensiva delle squadre avversarie. Il maggiore indiziato di questa reprimenda bucchiana è parso essere Jeff Viggiano, il quale, per la verità, aveva lasciato ampi spazi in difesa a Lance Harris, che era diventato l’uomo più pericoloso dell’attacco cremonese. Viggiano, dopo essere entrato in quintetto base, ha giocato soltanto per 16’, perché Bucchi gli ha preferito decisamente ‘Ndoja, che gli ha assicurato maggiore copertura difensiva oltre a dimostrare di essere assai sveglio anche in attacco.
La decisione del tecnico deve far capire a tutti che in un gioco di squadra nessuno si deve tirare indietro, ognuno deve fornire l’apporto dovuto alla causa comune. E quanto abbia avuto ragione Bucchi a sostenere questa linea di condotta lo ha dimostrato ampiamente la circostanza che, a metà dell’ultimo quarto, Brindisi conduceva le sorti della gara per 68-49 (+19 punti di vantaggio), dopo aver creato un profondo solco tra sé e Cremona, determinato proprio dal severo atteggiamento difensivo della sua squadra, che ha recuperato palloni preziosi in difesa esplodendo poi tutta la rapidità della sua manovra con Fultz, Reynolds e Formenti, cioè con la mossa tattica creata dal tecnico dei tre “piccoli”, in aggiunta a ‘Ndoja e a Simmons.
Oggi, intanto, è ripresa la preparazione in vista del severissimo impegno di Cantù, diventato ancor più ostico a causa della sconfitta per un sol punto (64-65) degli uomini di Trinchieri a Sassari. Sarà  anche questo un nuovo, piccolo passo in avanti per il perfezionamento dell’intesa e per la crescita ulteriore della squadra.


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