domenica 14 ottobre 2012

BRINDISI VINCE E CONVINCE TIFOSI ED AVVERSARI



BRINDISI - CREMONA: 78-69

BRINDISI: Viggiano 5, Robinson 8 , Reynolds 10, Formenti 6, Fultz 4, Ndoja 13, Simmons 9, Zerini, Gibson 21, Grant 2. N.e. Porfido e Rosato. All. Bucchi.
CREMONA: Vitali, Kotti 3, Jackson 19, Belloni, Ruini, Johnson 9, Harris 30, Huff 2, Conti, Stipanovic 6, Cazzaniga. All. Caja.
Arbitri: Mattioli, Weidmann, Terreni.

E’arrivata con 14 giorni di ritardo, la prima vittoria del campionato per l’Enel Basket Brindisi, ma ne valeva la pena aspettare così tanto tempo, perché Brindisi ha giocato una gran partita, ricca di episodi estremamente positivi e di una prestazione complessiva davvero eccellente. La squadra di Piero Bucchi ha dominato costantemente la partita, dal primo all’ultimo minuto, partendo con qualche difficoltà soltanto nel 1° quarto. Dalla 2^ frazione in poi, però, non c’è stata più storia, anche se va riconosciuto che Cremona non si è mai data per vinta e ha lottato con grande forza e coraggio per rientrare in partita, sollecitata da coach Caja, che non voleva saperne di cedere armi e bagagli al suo avversario. Cremona è vissuta quasi esclusivamente sul talento personale di Jarrius Jackson e di Lance Harris, due gran bei giocatori, ispirati e motivati a tenere in piedi la propria squadra. Ma erano soli, loro due soltanto, a mettere in difficoltà un Brindisi che, nell’occasione, è parso più squadra, un complesso che filava in perfetta armonia sul piano del gioco e delle motivazioni.
Il 2° quarto è stato una recita a soggetto di Jonathan Gibson (eccolo, nella foto, mentre sfugge al cremonese Harris), che, sui 22 punti di squadra, ne ha messi lui da solo ben 16 lasciando ai compagni solo le briciole. Il cecchino brindisino ha fatto ammattire i suoi marcatori, Caja gliene ha cambiati diversi, ma nessuno di essi è riuscito a fermarlo. E Bucchi se lo è risparmiato per diverso tempo, tenendolo in campo soltanto 28’, anche perché i suoi compagni non gli sono stati da meno e hanno tenuto bene il campo, specie con ‘Ndoja, che ha fatto il matto in campo risultando il migliore della squadra dopo Gibson.
Dopo la 1^ frazione, chiusasi sul 17-16 per Brindisi, Gibson ha premuto il piede sull’acceleratore portando i suoi compagni progressivamente avanti nel punteggio, arrivato prima al +9 (27-18) al 14’ di gara, e poi al +13 (37-24), con il massimo del vantaggio parziale, giungendo in fondo alla 2^ frazione avanti di 12 punti (39-27).
Nella ripresa, poi, è salito in cattedra Scottie Reynolds, il quale, alle solite buone ispirazioni in regia ha finalmente aggiunto qualche iniziativa individuale in attacco arrivando fino a 10 punti e mettendo in bella mostra un buon tiro dai m.6,75 (2/4). Ma è tutta la squadra che si è mossa con buona disinvoltura (59-47 alla fine del 3°quarto), mostrando buone trame di gioco che sono andate a buon fine con ottime percentuali di tiro. Simmons (9 punti e 9 rimbalzi) e Robinson (8 punti e 5 rebounds) si sono fatti valere assai bene sotto le plance, con buone iniziative individuali, ma raggiunti pure da qualche buon passaggio dei compagni. Il meglio di sé, però, Brindisi lo ha dato nell’ultima frazione di gioco, con i tre piccoli in campo e ‘Ndoja a giocare da ala forte, con Simmons da centro. Lui e Reynolds hanno imbracciato la carabina ed hanno sottoposto la difesa a zona di Cremona a una scarica di tiri a segno e di bombe micidiali che hanno scavato definitivamente il solco tra le due squadre. Il divario è così salito prima a 15 punti (62-47) fino a raggiungere a metà gara anche 19 punti di differenza (68-49). Quello è parso un Brindisi irresistibile in quel momento, esaltato da un pubblico fantastico, che ha applaudito a scena aperta la propria squadra, mentre Cremona appariva inerme e incapace di reagire.
C’è stato, poi, sul finale qualche svarione sulle rimesse, con perdite di palla piuttosto incomprensibili (21 complessive contro le 7 recuperate), che hanno consentito a Cremona di recuperare il divario fino a portarlo sul 78-69 sul fischio della sirena. Ma si è trattato di qualche peccato veniale, perdonato volentieri dai tifosi ai propri beniamini dopo l’ottimo spettacolo visto in precedenza. Buon Brindisi, in definitiva, perché si sono visti i progressi della squadra, alla quale ora serve continuità e cinismo per portarsi quanto prima lontano dalle sabbie mobili della zona-retrocessione.

Nessun commento:

Posta un commento