domenica 21 ottobre 2012

A CANTU' ABBIAMO VISTO IL BRINDISI CHE NON TI ASPETTAVI


Quando vedi partite come quella persa da Brindisi a Cantù, non sai se essere scontento per il risultato finale o contentissimo, invece, per quanto la squadra ha saputo dimostrare sul parquet di un team che ha vinto la Supercoppa italiana mettendo sotto l'invincibile Montepaschi Siena campione d'Italia, imbattuta negli ultimi sei anni.
Perché è certamente vero che Brindisi, all’inizio dell’ultimo quarto, ha regalato la vittoria agli avversari con quella stranissima decisione di Bucchi di schierare la sua difesa a zona 2-3 pari, che ha messo Mazzarino e Tabu nelle migliori condizioni per sparare le triple con un terribile 15-3 di parziale. Non è parso vero a Trinchieri di aver creato il solco che aveva inseguito vanamente per tutta la partita.
Ma forse i primi a non credere nel miracolo che si stava avverando sono stati proprio Bucchi e i suoi giocatori, che non credevano ai propri occhi tenendo sulla corda per oltre 30’ una delle squadre più forti del campionato e facendola penare come un’anima del purgatorio.
Poi ci pensi su e dici: ma allora, se questa Brindisi è stata capace di imporsi per 30’ a una squadra come Cantù, allora vuol dire che questo sta diventando un complesso importante, solido, forte quanto basta per far impazzire i propri tifosi nel corso di questo campionato.
E sì, perché i tifosi che erano davanti al televisore di casa, ma soprattutto quegli irriducibili che l’avevano seguita fino in Brianza, erano increduli  nel vedere la propria squadra battersi da pari a pari e sopravanzare per gran parte della gara l’avversario di rango che avevano di fronte.
E non credevano neppure che quel bel giocatore col pizzetto ottocentesco che ha nome Scottie Reynolds e che ha messo la bellezza di 33 punti nel canestro avversario fosse per davvero lo stesso che li aveva fatti attendere per due mesi prima di dimostrare le grandi prodezze che ha evidenziato in questa partita.
Pazienza, ormai questa partita è andata come ormai sappiamo. Brindisi poteva anche vincere, ma ha finito col perdere due punti preziosi, più o meno come capitò già contro Varese. Sta di fatto, però, che il Brindisi che abbiamo visto questa sera ha mostrato tante potenzialità e tante capacità intrinseche che varrà certamente la pena seguirlo nel corso di questo lungo campionato.
Vedere Brindisi condurre per vari spazi di tempo la gara e sottomettere Cantù perfino di 15 punti a metà della 3^ frazione (39-54 al 26' di gioco), è stato un bel vedere ed è significato per i tifosi gustare una delle più belle soddisfazioni che si potessero avere da questa squadra.
Domenica prossima, però, quando all’ora di pranzo si vedrà nel Pentassuglia il confronto tra Brindisi e Venezia, non sarà più ammesso sbagliare, perché questo è un campionato nel quale non ti puoi permettere di sbagliare più di tanto. A Cantù, appena Brindisi ha tenuto per un po’ il profilo basso, è arrivata subito la mazzata decisiva, quella che ha tolto a Bucchi ed ai suoi giocatori la più grande soddisfazione che potessero avere in questa prima parte della stagione.

3 commenti:

  1. Scusa Pompeo se scrivo un commento "inconsistente"
    nel senso che non ho nulla da aggiungere alle tue parole che "sposo" dalla prima all'ultima.
    Credo tu abbia interpetrato il pensiero (ed anche le "emozioni" di molti). O almeno: io mi ci sono ritrovato in pieno.
    E mi ritrovo pure nella chiosa: "Domenica prossima, però, quando all’ora di pranzo si vedrà nel Pentassuglia il confronto tra Brindisi e Venezia, non sarà più ammesso sbagliare,". Ecco. Proprio così. Forza ragazzi: oggi ci avete davvero fatto "sognare".

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  2. Caro Pompeo,
    come ben sai ero lì a Cantù, ed è stato molto bello vedere la nostra squadra menare la danza per tanto tempo. Ci siamo sentiti orgogliosi, al contrario di quanto avveniva due anni fa, quando fuori casa ci vergognavamo sempre. Oggi abbiamo una squadra di uomini, ieri una di mercenari beceri.
    Volevo solo dirti che la partita non l'abbiamo "regalata", ma se la sono ripresa loro con forza e con la profondità della loro panchina. La difesa asfissiante attuata con successo non poteva reggere per 40 minuti, ed allora le variazione tattiche dovevano essere altre. Alla fine i giocatori erano esausti, e non dimentichiamo la brutta "botta" presa da Ndoja, che continuava a toccarsi il fondom schiena quando è stato richiamato in campo, segno che la brutta caduta aveva lasciato il segno. Purtroppo avevamo di fronte Cantù e non Caserta o Cremona, e per questo abbiamo perso. Non siamo ancora pronti a reggere 40' contro squadre così profonde e di qualità, ma sono d'accordo con te quando dici che questa squadra "ci farà divertire".

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  3. Alfredo, ieri sera si vedeva lontano un miglio che questa squadra gode di buona salute e sta crescendo in maniera evidente di partita in partita. Non so quali potranno essere i suoi traguardi, ma sono certo che saranno abbastanza ambiziosi, specie se Reynolds continuerà a stupirci come ieri sera. Speriamo soltanto in un pizzico di fortuna in più, perchè la mala sorte ci ha dato contro già con Varese prima di ieri sera. E si tratta di quattro punti persi per strada che ci avrebbero fatto molto comodo.

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