giovedì 27 settembre 2012

PREGI E DIFETTI DEL BRINDISI VISTO A SIENA


“La nostra squadra è molto giovane e ha gran bisogno di lavorare. Ovviamente, in soli nove giorni non poteva essere in grado di preparare una stagione. E poi è meglio che siano queste le partite in cui rompere il ghiaccio e masticare amaro”. Sono stati questi i concetti essenziali con cui Piero Bucchi ha commentato la prova dell’Enel Basket Brindisi al termine della sconfitta subita a Siena dalla Montepaschi campione d’Italia.
Ma poi, pur con tutte le storture ed i problemi evidenziati nell’occasione, Bucchi è stato il primo a porre l’accento sulla reazione positiva della squadra nel 2° quarto, quando ha tenuto in scacco per 10-15 minuti la grande squadra che Siena ha poi dimostrato di essere nella 2^ parte della gara.
Ma vediamo di analizzare più in dettaglio la partita, rivedendo i pochi aspetti positivi insieme a quelli negativi, più numerosi. Brutta, ovviamente, è stata la partenza con quel tremendo 0-11 in 3’ che ha rivelato l’emozione e il condizionamento psicologico dei giocatori, soprattutto di Gibson e Reynolds, sul pressing asfissiante dei senesi. Altrettanto bella, però, è stata la reazione della squadra, che ha saputo riprendersi gradualmente entro la fine del 1° quarto arrivando poi a mettere a soqquadro la difesa dei senesi per tutta la 2^ frazione con azioni d’attacco ben congegnate che partivano da un reparto difensivo molto aggressivo. Ecco, in quel momento, si è avuta la percezione migliore di quanto possano fare in futuro i bianco-azzurri sotto la spinta continua e determinante di due guardie delle caratteristiche di Gibson e Reynolds. Allo stesso tempo, tuttavia, si è avuta una prima verifica delle capacità fisiche e tecniche di Simmons, il quale, in quei 10’ di gara ha dominato la scena affibbiando agli avversari 5 stoppate e recuperando palloni in difesa e al rimbalzo. Sia pure per il breve tempo che la sua affrettata preparazione gli ha consentito, si è potuto vedere che il pivot ha le qualità per risultare importante per questa squadra, mentre Robinson e Grant si sono fatti  condizionare fin troppo dagli avversari disputando una gara in tono minore.
27 rimbalzi contro i 38 di Siena e 22 palle perse hanno rappresentato, invece, la negatività assoluta di Brindisi nella partita. Questi due dati tecnici fondamentali rivelano lo scarso amalgama ancora esistente in seno alla squadra, perché questi difetti si eliminano soltanto con la coesione del gruppo e con l’integrazione dei singoli nel complesso e nella mentalità di squadra. Quando Bucchi avrà avuto la possibilità di lavorare in profondità sul suo roster, siamo certi che la squadra compirà enormi progressi sul piano della continuità del gioco.”Dobbiamo migliorare nella mentalità, nel gioco, nell'atteggiamento, ma dobbiamo anche essere duri mentalmente e avere maggiore intensità e concentrazione per 40 minuti. Insomma, tutto quello che si prepara in gran parte tra agosto e settembre”, ha detto ancora Bucchi agli organi di stampa. E non per caso il coach senese Banchi si è scomodato per rivolgere parole di sincero elogio nei confronti di Brindisi, definendola “una squadra che può avere un ruolo da protagonista nel prossimo campionato e che può costruire una stagione piena di soddisfazioni”.
Ma ora il pensiero e la volontà di Bucchi e dei giocatori sono ormai rivolti al durissimo impegno che li attenderà domenica contro la Cimberio Varese. Questa è una gara importantissima per l’intero ambiente brindisino, da cercare di vincere lottando allo spasimo, sul campo e sugli spalti, e trasformando il Pentassuglia in una fortezza inespugnabile per gli avversari, pur se sulla carta sono essi i più forti.

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