venerdì 21 settembre 2012

MA TRA GIBSON E REYNOLDS CHI SARA' IL PIU' FORTE?


Pur se saranno compagni di squadra nel prossimo campionato, avendo caratteristiche di gioco abbastanza similari per il ruolo di play-guardia, Jonathan Gibson e Scottie Reynolds promettono di fare a gara tra quale dei due potrà essere più bravo, più determinato e più decisivo per la squadra dell’Enel Brindisi. Meglio sarebbe se entrambi risultassero alla pari, con toni di assoluta eccellenza, perché ciò starebbe a significare che la squadra bianco-azzurra potrebbe trarne gran giovamento.
Dal giorno in cui, illustre sconosciuto, trascinò la squadra alla fantastica vittoria di Scafati, in quel fatidico 5 maggio scorso, per i tifosi brindisini Jonathan Gibson è diventato ormai un’icona preziosa da conservare con molta cura. Essi lo hanno eletto già da allora loro beniamino aumentandone quantitativamente la “santità” di partita in partita, man mano che il folletto californiano e i suoi compagni scalavano la montagna dei play-off vincendo una partita dietro l’altra – soprattutto per meriti suoi ben precisi - e aggiudicandosi il passaggio in Lega A a spese di Ostuni, Barcellona e Pistoia con la media eccellente di 10/11 successi. Durante l’estate, poi, i più accesi supporters di Gibson temettero fortemente di perderlo quando lo videro giocare nei summer league di Orlando e Las Vegas, preliminari per accedere ad un posto di eccellenza in NBA e tirarono un grosso sospiro di sollievo quando vennero a conoscenza dell’esito di “rimandato al prossimo anno” del proprio beniamino.
Scottie Reynolds è arrivato, invece, a Brindisi preceduto da peana ed epinici - per dirla alla maniera del saggio “vate” Omero – che ne decantavano le imprese di “All America” e di “number  one” nella storia della celebre università dei Villanova Wildcats, dopo esserne diventato il giocatore più rappresentativo. Scottie, però, ha avuto la sfortuna di accusare un risentimento muscolare proprio pochi giorni prima di partire per Brindisi per rispondere alla convocazione di Piero Bucchi. Questo contrattempo lo ha messo inizialmente fuori dal gioco costringendolo a svolgere una preparazione piuttosto sommaria, sempre in disparte rispetto ai compagni. A lungo andare, tuttavia, Reynolds si è ripreso bene e già al torneo di Porto S.Elpidio ha dato qualche piccola prova del proprio talento.
Ma si tratta certamente di un giocatore di grande rilievo e di forti potenzialità che dovrebbero portarlo un po’ alla volta ai livelli di eccellenza cui egli è capace di assurgere.
Insomma, se tutto dovesse andare per il meglio – come Bucchi spera che accada – due grandi incursori del valore di Gibson e Reynolds dovrebbero mettere le ali alla squadra con le loro accelerazioni potenti e arrembanti, che li metterebbero nelle migliori condizioni di concludere personalmente l’azione o di servire assistenze di grande qualità ai propri compagni.
Ciò di cui Brindisi ha bisogno soprattutto in questo inizio di campionato, però, è di avere un pizzico di fortuna che possa annullare tutti i contrattempi che fin qui son capitati ai propri giocatori, tra infortuni e dirottamenti di vario genere.
Domani sera, intanto, l’Enel Brindisi giocherà la 2^ partita con Avellino (la prima vedrà di fronte Caserta e Roma) del torneo intitolato a “Vito Lepore”, un ragazzo di Potenza del ’65 svezzato a Brindisi da Elio Pentassuglia e Giovanni Rubino, perito poi prematuramente in un grave incidente stradale quando giocava con la Scandone Avellino.

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