domenica 30 settembre 2012

BRINDISI DOMINA LA GARA, MA ALLA FINE VINCE VARESE


BRINDISI - VARESE: 110-118

BRINDISI: Viggiano 18, Robinson 19, Reynolds 4, Formenti 2, Fultz 9, Ndoja, Simmons 7, Zerini 3, Gibson 34, Grant 14, Porfido, Rosato. All. Bucchi.
VARESE: Sakota 5, Bertoglio, Banks 27, Ere 32, De Nicolao 7, Green 15, Talts 2, Polonara 8, Rush, Dunston 22. All. Vitucci .
Arbitri: Sabetta, Bettini e Provini.
Brindisi ha gettato via due volte la vittoria, un successo che sarebbe stato più che legittimo e  che si era costruito in 39’ di gioco con grande lucidità e determinazione dei suoi giocatori e del tecnico, trascinati da un pubblico meraviglioso ed esaltato dalle prodezze di un Gibson superlativo (34 punti). La prima volta per propria ingenuità, quando era avanti di sette punti (90-83), nei tempi regolamentari, ad appena 32” dalla fine e aveva nelle mani il pallone della vittoria. Ma Viggiano sbaglia la rimessa concedendo palla agli avversari ed Ebi Ere, grandissimo protagonista della gara insieme a Banks e a Gibson, segna da tre punti riportando a -4 Varese. Sulla rimessa, Brindisi si fa soffiare ancora una volta il pallone dagli avversari e Banks va nuovamente a segno, portando le squadre sul 90-88, ma poi sull’attacco sbagliato di Brindisi, Varese va ancora a canestro con un’altra bomba di De Nicolao. Robinson in lunetta fa ½ e porta Brindisi avanti di due punti (93-91) a soli 4”86 dalla fine. A questo punto, non resta che difendere forte, ma senza commettere fallo, per impedire a Varese di impattare la gara o, addirittura, di vincerla con un tiro da tre punti. Così ordina Bucchi nel time-out chiamato a bella posta, ma qui accade l’imprevisto perché ci si mette di mezzo il terzo incomodo, l’arbitro Provini, che rovina i piani di Brindisi e favorisce la rimonta dei varesini. Gibson difende su Banks con le mani alzate accompagnandolo sulla linea laterale destra, senza commettere alcun fallo. Ma Provini decide di ergersi a protagonista fischiando fallo sul difensore. Si tira, ovviamente, e Banks fa 2/2 dalla lunetta portando le squadre sul 93 pari e, quindi, all’overtime. A quel punto saltano i nervi ai padroni di casa, che ormai sognavano la vittoria che era lì a portata di mano. Si gioca all’arma bianca, senza più difese applicate. Infatti, Varese approfitta subito del nervosismo di Brindisi e va a segno ripetutamente con i suoi due alfieri americani, Ere e Banks, mentre Brindisi continua a regalar palloni preziosi agli avversari. Si arriva così su punteggi altissimi, ma Varese ormai la fa da padrone e si porta avanti di 10 punti fino al 118-110 che chiude definitivamente la gara.In sala stampa, a fine gara, un Bucchi arrabbiatissimo se la prende con Provini sostenendo che gli arbitri debbano saper gestire una partita dal primo all’ultimo minuto tenendo una linea di giudizio che sia possibilmente equa e uniforme: “Gli arbitri devono capire il senso del gioco. Gibson non ha commesso fallo, aveva le mani alzate accompagnando il giocatore senza ostacolarlo sul suo cammino. Perché quel fischio? ”. Non gli si può dar torto se questo grave errore del terzo arbitro gli ha fatto perdere una partita bellissima, che  Brindisi aveva sempre dominato per tutti i 40’ regolamentari.

4 commenti:

  1. Tutto giusto il discorso dell'arbitro ma come hai ben commentato, abbiamo per ben 2 volte commesso l'ingenuità di regalare palla agli avversari: abbiamo perso per questo o per l'errore dell'arbitro? Per non parlare del tiro libero decisivo sbagliato da Robinson?

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  2. L'errore più grave lo ha commesso la squadra facendosi rimontare dal 90-83 in appena 45", ma anche la decisione dell'arbitro ha pesato in maniera determinante, visto che in 4"86 sarebbe stato proprio difficile arrivare a canestro per Banks. Quello meno grave è stato il libero sbagliato da Robinson, che però ne aveva messi a segno ben 9/11 dalla lunetta.

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  3. Son ancora amareggiato per la sconfitta e per il modo come è maturata (da te illustrato benissimo).
    Riesco solo a dire: PECCATO!

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  4. Cosimo, si potrebbe intitolare la storia di questa partita in questo modo: come perdere stupidamente una partita già vinta:

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