domenica 12 agosto 2012

DEJAN BOROVNJAK "LIQUIDATO" DA BRINDISI

La notizia della rinunzia dell’Enel Basket Brindisi al suo pivot Dejan Borovnjak ha lasciato di sale tutto l’ambiente cestistico brindisino, è stata come una saetta inattesa e bruciante in una calda notte di questa torrida estate.
Lo ha annunciato a sorpresa la stessa società bianco-azzurra con un comunicato ufficiale diramato nel pomeriggio odierno, nel quale si parla di “giusta causa” sopraggiunta per la risoluzione del contratto biennale che legava il pivot serbo ancora per un anno alla squadra brindisina.
La giusta causa invocata da Brindisi parrebbe essere riferita ad una seria e delicata patologia che avrebbe colpito il giocatore e che Dejan si trascinava già dalla scorsa stagione, senza che questo gli impedisse però di giocare e di rendere per tutto quanto abbiamo visto e apprezzato nella sua condotta fisica e tecnica contribuendo in maniera notevole al conseguimento della vittoria finale della squadra nella decisiva fase dei play-off.
Parliamo al condizionale, ovviamente, perché non c’è la minima ombra di ufficialità in questa asserzione, ma soltanto un riferimento alle “voci” che sono circolate in questi giorni in seno alla società di contrada Masseriola.
La società, a quanto pare, si è trovata in serio imbarazzo per dover rinunciare ad uno dei suoi migliori giocatori, al suo “centro” titolare, uno dei migliori in assoluto del campionato di Legadue e sul quale essa contava assolutamente per la disputa del prossimo campionato di Lega A.
La cattiva e sorprendente notizia ci ha subito fatto tornare alla mente quanto accadde esattamente due estati fa, quando il Brindisi di Giovanni Perdichizzi si apprestava a dare inizio alla preparazione al campionato di serie A. Anche allora venne a galla una situazione estemporanea nei confronti del pivot Eric Williams, quando l’Enel Brindisi aveva iniziato da un paio di giorni la preparazione presso l’Hotel Smeraldo di Cisternino. Il pivottone americano risultò positivo alla “cannabis” e la società si vide costretta a licenziare immediatamente il giocatore, che poi, a stagione iniziata, venne ingaggiato da Caserta.
Brindisi, poi, sostituì Williams con Kris Lang e andò incontro, purtroppo, a tutta una serie di avversità procurate in gran parte dal centro americano di Gastonia, che contribuirono in notevole misura alla triste retrocessione della squadra.
La questione-Borovnjak ha nulla a che vedere con quella di Williams, perché avrebbe un’eziologia del tutto differente dalla patologia accusata all’epoca da Williams. Sta di fatto che, come allora, la società si vedrà costretta a ricorrere immediatamente sul mercato per reperire un nuovo pivot, un giocatore da quintetto-base, che assicuri presenza, stabilità e creatività sotto i tabelloni.
Insomma, è una disdetta che la società non meritava affatto di subire, visto che aveva iniziato e già concluso così bene e per tempo la campagna di rafforzamento in vista del nuovo ritorno di Brindisi nel massimo campionato. Puglisi, Nicolai e Bucchi hanno ripreso immediatamente i contatti con gli operatori di mercato per trovare appena possibile il nuovo pivot da assegnare alla squadra.
Nella giornata di oggi, nel frattempo, la compagine brindisina, tranne Klaudio ‘Ndoja e Jeff Viggiano, che sono impegnati con le rispettive nazionali italiana ed albanese, si è già ritrovata in sede per la prima presa di contatto e per dare inizio alle rituali visite mediche, prima di recarsi giovedì 16 nel ritiro di Cisternino, dove Piero Bucchi darà inizio alla preparazione estiva.

2 commenti:

  1. Caro Pompeo,

    lungi da me fare dietrologia:
    epperò il tuo articolo, in qualche modo, "stuzzica" ed allora mi(ti) chiedo se questa
    partenza -che tu stesso ritieni sorprendente e fai un accostamentanto-
    non debba/possa fare il paio con altre "strane" cessioni:
    su tutte quelle del brindisino Marco Giuri.

    Un saluto.

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  2. Cosimo, alla tua domanda precisa su Giuri dovrebbe rispondere la società, anche se posso ipotizzare che essa abbia puntato su un play esperto come Fultz che, a differenza del nostro Marco, conosce fin troppo bene i rischi e le insidie della A/1 avendone disputato vari campionati. Per quanto attiene Boro, la questione è troppo seria per essere trattata in questa sede.

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