martedì 7 agosto 2012

BUCCHI VUOLE UNA SQUADRA CHE VOLA SUL CAMPO


Manca poco meno di una settimana ormai all’appuntamento e all’avvio della nuova stagione agonistica da parte dei tecnici e dei giocatori dell’Enel Basket Brindisi.
A meno di cambiamenti dell’ultima ora, infatti, per domenica prossima dovrebbe essere fissato il raduno della squadra per dare poi il via nei giorni successivi alle rituali visite mediche prima di confluire dopo Ferragosto nel “buen retiro” di Cisternino, dove coach Bucchi ed i suoi giocatori sosteranno per nove giorni.
Come è ormai ufficiale già da qualche giorno, il roster della squadra è definito in tutti e dieci i titolari, con l’aggiunta di qualche giovane prospetto proveniente dalle formazioni giovanili.
La rosa è così composta: playmaker, Scottie Reynolds (1987) e Robert Fultz (1982);
guardia, Jonathan Gibson (1987) e Matteo Formenti (1982); ala piccola, Jeff Viggiano (1984) e Claudio ‘Ndoja (1985); ala forte, Antywane Robinson (1984) e Andrea Zerini (1988); pivot, Dejan Borovnjak (1986) e Jerai Grant (1989).
A questi dieci saranno aggregati, poi, tre ragazzi provenienti dalla squadra juniores,Gianmarco Leggio, Elio Preite e Daniele Pacella, tutti del 1994.
Come si può facilmente rilevare, la squadra è molto giovane avendo in poco più di 27 anni l’età media complessiva del quintetto di partenza. I più “anziani”, Formenti e Fultz, hanno appena 30 anni.
Questa dell’età è stata una necessità che deve aver fatto compiere a Bucchi una scelta ben precisa, evidentemente perché egli vuole allenare gente giovane e frizzante per riuscire a impostare il tipo di gioco che predilige. Siccome sappiamo bene, già dallo scorso campionato, che Bucchi preferisce difendere forte e rubar palla per poi scatenare quanto prima possibile la transizione e il contropiede, scaturisce di conseguenza che egli abbia scelto per il proprio tipo di manovra giocatori rapidi, potenti fisicamente piuttosto che qualche giocatore anziano e acciaccato, pur se dotato di gran classe ed esperienza. Se il tecnico bolognese ha voluto questi giocatori è perché  conosce come pochi altri allenatori la serie A e le sue insidie.
D’altro canto, Massimo Ferrarese deve avergli fatto comprendere fin troppo chiaramente che Brindisi vuole restare in serie A e non più prendere l’ascensore ogni anno, come è accaduto nelle ultime tre stagioni sportive. Se questo è, allora prepariamoci ad assistere ad un campionato nel quale Brindisi desidera volare sul campo con due contropiedisti di vaglia come Gibson e Reynolds più di quanto abbia  fatto nei recenti play-off per la promozione, sperando di lasciarsi dietro sul campo e in classifica più di qualche squadra.

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